sabato 3 ottobre 2009

x NON DIMENTICARE......



Questa
è la foto più misteriosa d'Italia...Arcangioli che porta via quasi
soddisfatto la borsa di Paolo Borsellino....E dove la porta???E perchè
poi la riporta sul sedile della macchina dove è stata trovata senza
l'agenda rossa che Paolo teneva sempre con se??? CONDIVIDETELA A PIù
NON POSSO PERCHè QUALCUNO L'HA SEGNALATA COME OFFENSIVA!!! L'unica
offesa è alla nostra intelligenza e libertà!!!!

mercoledì 23 settembre 2009

IL FILM PADANO ROM

"Barbarossa", la pellicola voluta dalla Lega su Alberto Da Giussano è stata girata interamente in Romania
Per il film sull'eroe padano Bossi assolda attori rom

L'uscita nelle sale cinematografiche è prevista per il prossimo 9 ottobre dopo un'anteprima, il 2 ottobre, al castello Sforzesco. I leghisti lo attendono con impazienza. Il loro leader, il ministro per le Riforme Umberto Bossi, ogni volta si commuove anche solo a guardare il trailer.

Ma il Barbarossa, il film che rievoca la lotta dei Comuni lombardi contro l'imperatore tedesco, la pellicola che rievoca il leggendario Alberto da Giussano, rischia di diventare un boomerang per il partito di via Bellerio. Il set, infatti, non è stato ricostruito in Lombardia, nella gloriosa terra di Legnano. E nemmeno a Roma ladrona. Peggio: nella Romania delle badanti senza permesso di soggiorno, dei disgraziati da rispedire al loro paese.

Incredibile. La scelta viene giustificata da questioni di budget, ma a poche settimane dall'apertura della Cinecittà milanese all'ex Manifattura tabacchi la scusa fa ridere. E comunque erano a disposizione migliaia di volontari padani che avrebbero messo a disposizione il loro tempo gratuitamente pur di partecipare in ogni modo al film. Se non fosse una cosa terribilmente seria farebbe persino ridere: le comparse, i guerrieri pronti a salire sui carri per annientare lo straniero sono tutti del posto, rumeni. Meglio, rom. Promossi sul campo, anzi sul set, a eroici "lumbard" senza macchia nè impronte digitali. Con buona pace di Bossi, Calderoli, Borghezio.

Pare già di vederli gli odiosissimi zingari nei panni degli amatissimi milanesi che pagati da noi 400 euro al mese a testa (il "colossal" da 30 milioni di dollari è coprodotto da Rai Fiction e Rai Cinema e gode del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività culturali) avanzano con vessilli bianchi segnati da una lunga croce rossa annunciando la riscossa: 900 rom pronti a sacrificarsi per difendere i comuni lombardi contro Federico Barbarossa. Da non perdere. Centotrenta minuti di terrore per l'identità leghista.

E il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, lui che ha recentemente denunciato come "gli attori parlano tutti con accento romanesco", stia sereno. Qui andiamo oltre. Anche il cast infatti non scherza. Alberto da Giussano non è un affermato attore lombardo e nemmeno una giovane promessa del Piccolo, ma il modello israeliano Raz Degan: ad avanzare fiero, spadone alla cinta, giustacuore di pelle, valori lombardi nel sangue, sarà un pur bravo professionista nato nel kibbutz Sde-Nehemia. Alla faccia del chilometro zero, delle crociate anti-ananas, del dialetto nelle scuole, dei provvedimenti anti kebab nei centri cittadini. Più che un cast, come scrivono i leghisti furiosi nei blog, sembra che il regista Renzo Martinelli "abbia fatto una retata al Cie di Lampedusa".

Passi che il Barbarossa lo interpreti l'olandese Rutger Hauer. Ma chissà la faccia dei pasionari di Pontida quando vedranno scorrere nei titoli di coda che il console di Milano Gherardo Negro, è il bulgaro Vlad Radescu, o che Eleonora, l'amata di Alberto da Giussano, è la polacca Kasia Smutniak.

Non c'erano attori o attrici in tutta Milano? Eppure bastava andare sul sito della Lombardia Film Commission , c'è un link "Risorse tecniche e umane" e il gioco è fatto. Ma alla Lega, in cerca di un passato da mitizzare, servirà poi un film che ricostruisce la Milano del 1158 tra le praterie dei distretti della Transilvania Alba Iulia e Hunedoara, e gli studios di Bucarest? Che spaccia zingari per padani doc?

Inevitabilmente qualcuno di quei leghisti che ora sbuffa solo sulla piazza virtuale parlerà: dirà che "il re è nudo", oppure che "la corazzata Potemkin è una boiata pazzesca", e verrà sommerso da "novantadue minuti di applausi".


A prescindere da qualsiasi discorso politico, deve far riflettere la testimonianza del regista Renzo Martinelli

Qui posso permettermi una troupe di 130 persone, solo 15 gli italiani, i capisquadra. Qui ho a disposizione migliaia di comparse, cavalli e stuntman a bizzeffe. Un macchinista in Italia costa 1500 euro al giorno, qui 300. Da noi dopo nove ore scatta lo straordinario, qui non esistono limiti d’orario. Per la manovalanza si usa lo “zingarume rumeno” a 400, 500 euro la settimana

giovedì 21 maggio 2009

UN PO' DI UMORISMO

FACEBOOK DI BENEDETTO XVI

martedì 7 aprile 2009

POVERA PATRIA



Il terremoto continua a colpire l’Abruzzo. Ha fatto gia' crollare case vecchie e recenti, tutte costruite senza criteri antisismici.Nel momento in cui scrivo le persone decedute sono circa 230 e gli sciacalli Vespa su Rai1 e Vinci su Canale5 stanno spolpando la privacy e la dignità di migliaia di sfollati, che pagano il conto ad una politica incapace di far rispettare le regole, inadeguata ad applicare norme atte a prevenire disastri come quello accaduto, in una terra notoriamente sismica (l’Italia appenninica) e provata da precedenti eventi come il terremoto dell’Irpinia, che fu di magnitudo ancora più alto del sisma dell’Aquila di questi giorni.
Quel corpo inanimato che esce dalle macerie in foto, lo ricorderò come simbolo di questa Italia finita e senza speranza di ripresa.Le mie condoglianze alle famiglie colpite da lutto per questo sisma.

EMERGENZA SCIACALLI IN ABRUZZO


Lo sciacallo in volo vigila dall’alto le case sventrate dell’Aquila e sogna l’occasione perduta di appaltare la loro ricostruzione alla sua Edilnord per chiamata diretta.Lo sciacallo accorre là dove stazionano microfoni e telecamere. Fa il brillante ma il suo lifting tradisce un savoir faire stantio e patetico. Le movenze dello sciacallo rivelano noia. Per nasconderla ricorre ai soliti, banali annunci da bar sport che non fanno ridere, ma nemmeno piangere perché agli aquilani non sono rimaste più nemmeno le lacrime. Gli stessi che lo sciacallo invita ad andare al mare a spese dello Stato con le loro masserizie, come fossero vu cumprà. Ma siccome non ci sono i soldi anche questa battuta si rivela una flaccida cilecca.
Il mondo si adopera per aiutare gli aquilani, ma lo sciacallo non impiega nemmeno un centesimo dei suoi milioni di euro esentasse, nascosti nei paradisi fiscali al sicuro dai processi. Lo sciacallo fa il piacione dicendo che l’Italia ha chiesto all’Europa l’accesso al fondo per le catastrofi naturali. Ma fa una figura meschina lo sciacallo, muto sulla catastrofe degli 8 miliardi di euro annui di fondi europei, finiti nelle tasche dei predatori del sottobosco della politica e della criminalità organizzata, complice dei palazzinari romani.
Mentre le case dell’Aquila vengono giù come castelli di sabbia ad ogni tremolio della terra, lo sciacallo ripete a pappagallo che ci sono i fondi per il ponte sullo Stretto di Messina. Ma non ci sono. Esattamente come non ci sarà l’abbattimento della villa abusiva del suo deputato tesoriere, costruita sull’area destinata al pilone della sponda sicula.
Lo sciacallo è lo spettro di sé stesso. I senza tetto sono consumatori da consumare fino all’ultimo voto. La sua scenetta da conduttore (o conducator) alla conferenza stampa è servita a scimmiottare gli studi di Chi vuol essere milionario, col dettaglio che le domande, in questo caso, lo sciacallo non le ha accettate.Lo sciacallo presenta Bertolaso come un eroe, che rivelando un barlume di dignità, si vergogna.
Nel frattempo un altro giorno da dimenticare se ne è andato. Il terremoto è ghiotta occasione per lo sciacallo di fare propaganda e marketing al suo governo di fantocci dediti all’applauso.
L’Aquila è sfigurata, la sua più rinomata basilica è crollata assieme alla cupola e alla sua fragile economia, che poteva fare del turismo storico un tesoro. La cupola dello sciacallo, invece, regge ancora, grazie alla sceneggiata liftata che lo ha rincuorato. Le televisioni lo hanno diffuso, a quest’ora sarà già ad Arcore a pensare come far passare la legge porcata sulle intercettazioni. Terremoto che abbatterà l’ultimo rimasuglio di democrazia di questa povera Italia.

mercoledì 4 marzo 2009

L'ODIO RAZZIALE PIANIFICATO

RAZZISMO E CENSURA..........ITALIA PAESE DEL 3°MONDO

"Matrix" manda una troupe per realizzare un servizio sui Rom romeni in Italia. Il giornalista Mimmo Lombezzi intervista i leader del Gruppo EveryOne(gruppo che si occupa di diritti umani con sede a Napoli) e alcuni Rom vittime di pestaggi razzisti. Ne esce un quadro autentico della condizione dei Rom in Italia. A due ore dalla trasmissione, prevista per oggi, 24 febbraio 2009, però, lo speciale viene censurato e non andrà in onda: troppo evidente l'ondata razzista in Italia, con testimonianze coraggiose di Rom e le telecamere che entrano negli insediamenti più nascosti: non i soliti campi che appaiono in tutti i servizi, con il controllo delle autorità, ma la pura verità. E' l'ennesimo episodio di censura attuato contro il Gruppo EveryOne, già "bannato" dalla trasmissione "Insieme sul Due" e dalle trasmissioni Rai e Mediaset in generale. La 7 aveva già annullato una trasmissione con il Gruppo EveryOne dedicata alle controindagini sul caso Ponticelli. Ma questa censura da Matrix è la più sintomatica del fatto che viviamo in un vero e proprio regime. "E' venuto un servizio davvero ben fatto e interessante,"aveva detto Mimmo Lombezzi, "speriamo che ce lo passino, perché ho fiducia in Vinci, che viene dalla CNN". Invece no. Un servizio bellissimo, curato nei dettagli, con numerosi casi inediti di violenze e abusi su Rom, nonché struggenti testimonianze di vita e difesa dell'integrità delle famiglie è stato sacrificato alla politica xenofoba e alla propaganda razzista che "deve" continuare. Intanto le violenze sui Rom si susseguono. Oggi, vicino a Forlì, pestaggio di un ragazzo Rom da parte di carabinieri. Le pressioni sul gruppo EveryOne sono terribili e non li aiuta questa inerzia delle personalità e delle forze politiche che per loro natura dovrebbero occuparsi di diritti umani.

martedì 20 gennaio 2009

"ITALIAN'S"


“Ancora oggi credo che una buona parte di italiani - di destra, centro o sinistra - vivrebbe nel fascismo come dentro la propria pelle. Magari dentro un fascismo meno coreografico, con meno riti, con meno parole, ma fascismo. Un regime che non dia loro la preoccupazione di pensare, di valutare, di scegliere.”


Leonardo Sciascia

lunedì 1 dicembre 2008

NO AL CANONE RAI


Come disdire legalmente il canone Rai
PERCHE' NON PAGARE PIU' IL CANONE RAI
La RAI - Radio Televisione Italiana è sempre più utilizzata come strumento di potere, alla faccia di qualsiasi libertà e diritto di informazione obiettiva. Come la gran parte della stampa, la RAI è sotto stretto controllo delle "forze" che controllano lo Stato Italiano, e con ciò non si intende parlare solo di partiti politici... Vengono opportunamente nascoste o distorte le informazioni più scomode, dando una visione della realtà dei fatti quasi regolarmente deformata a fini di controllo del pensiero.
Ad ogni cambio di governo la prima attenzione è sempre rigorosamente rivolta al rimpasto della dirigenza RAI, perché è da lì che si controllano le informazioni che arrivano alla gente, e da lì si controllano di conseguenza le loro opinioni ed i loro orientamenti politici. Solo il 10% della popolazione si informa infatti anche tramite i giornali (fra i quali almeno c'è qualche rara voce libera), così che l'etere, tutto sotto controllo, è di fatto l'esclusivo detentore dell'informazione.
Oltre al danno la beffa: la RAI si mantiene grazie ad un canone di "abbonamento" obbligatorio (di solito gli abbonamenti sono una libera scelta...) istituito per Decreto del Re Vittorio Emanuele III nel lontano 1938, quando il fascismo era una realtà e non era molto consigliabile criticare le cose poco democratiche.Non solo, la RAI prende soldi dallo Stato Italiano, vale a dire dalle tasche dei cittadini ancora una volta. E come se non bastasse questo carrrozzone vuole anche gli introiti pubblicitari !In sostanza è come pagare tre volte per avere in cambio un indecente disservizio. A ben vedere per lo stato italiano è una consuetudine far pagare le stesse cose più volte, basta vedere la Sanità, le pensioni, le bollette con doppia tassazione (per esempio IVA sull'imposta di consumo).Pochi sanno però che la RAI deve allo stato il 7% sui canoni per pagare la vera tassa (tassa di concessione governativa). Pochi sanno che per ben tre anni la RAI non ha versato questa tassa e che quindi i cittadini sono obbligati dalla legge a sovvenzionare un PALESE EVASORE FISCALE.
Se a questo punto il vostro fegato è abbastanza ingrossato, togliamoci una soddisfazione, facciamoci almeno un po' di giustizia:
DISDICIAMO IL CANONE !DI CERTO NON FALLIRANNO, MA ALMENO NON AVREMO CONTRIBUITO A UN VERGOGNOSO DISSERVIZIO CHE HA BEN POCO A CHE FARE CON LA VERA CULTURA E LA LIBERA INFORMAZIONE.
COME NON PAGARE IL CANONE RAI
Innanzitutto se non avete già l'abbonamento ed acquistate un
televisore, non date mai i vostri dati personali al negoziante, non insisterà se invocate la legge della privacy o se semplicemente gli dite che allora l'acquisto non vi interessa più. Se possibile non fatevi consegnare il televisore a casa , portatelo via personalmente o almeno fatelo consegnare presso un amico che già paga il canone.Ignorate qualunque lettera targata RAI, S.A.T., per quanto minacciose, soprattutto se non sono Raccomandate. Ogni tanto prendono l'elenco dei residenti e mandano le lettere a chi non risulta avere un abbonamento, ci provano perché sanno che in molti ci cascano. Ricordatevi che il vostro domicilio è inviolabile e che nessuno può pretendere di entrare per nessuna ragione senza un mandato (non si è mai visto un Giudice firmare un mandato per cose così ridicole).
Se invece già pagate il cosiddetto "abbonamento" per non pagarlo più le regole del Re (...) non sono praticamente cambiate, l'R.D.L. n. 246 del 21 Febbraio 1938 prevede infatti solo due possibilità (cose dell'altro mondo...):
1 - denuncia di cessione del
televisore a terzi (che subentrano nel cosiddetto "abbonamento");2 - suggellazione (sigillazione) dell'intero televisore!
1 - Cessione del televisore a terzi:In questo caso è sufficiente compilare la
cartolina D (B se è recente) precompilata allegata al libretto di "abbonamento" nella parte 1 indicando i dati del nuovo possessore o detentore*, ed inviarla SENZA BUSTA in Raccomandata con Ricevuta di Ritorno entro il 31 Dicembre. Meglio farlo almeno qualche settimana prima perché in qualche caso hanno avuto il coraggio di contestare che è pervenuta dopo il termine.
* Possessore è il proprietario, detentore è chi usa l'apparecchio di fatto. Se il televisore è stato venduto andrà il nuovo proprietario, se il televisore è stato consegnato a terzi (ad esempio in prestito), chi lo riceve è il detentore, che deve ugualmente pagare il canone. Le leggi recenti sulla RAI fanno una confusione spaventosa di questi due termini appositamente per far rientrare nel canone qualsiasi ipotesi, anche ovviamente quest'ultima, in barba ad ogni buon senso.
2 - Suggellazione del televisore:E' il sistema più usato. Basta versare Euro 5,16 a mezzo Vaglia Postale Interno indirizzato a: S.A.T. - CASELLA POSTALE 22 - 10121 TORINOindicando la causale "diritti per spese chiusura apparecchio televisivo, ruolo n. XXXXXXX"il numero di ruolo è indicato nel libretto di abbonamento e nei bollettini di pagamento del canone.Compilare la solita cartolina D (B se è recente) allegata al libretto di abbonamento nella parte 2, indicando il numero del Vaglia, la data del Vaglia e la data, firmate e fate una fotocopia, inviate la cartolina in Raccomandata con Ricevuta di Ritorno senza busta, almeno qualche settimana prima del 31 Dicembre. Conservate la ricevuta della Raccomandata e la fotocopia.Quando riceverete la cartolina di ritorno, spedite in Raccomandata con Ricevuta di Ritorno il libretto di abbonamento, avendo cura di togliere le ricevute dei versamenti che avete corrisposto alla rai negli ultimi 10 anni.Tempo totale 15 minuti!
Se non avete il libretto di abbonamento è possibile, dopo aver fatto il solito Vaglia Postale, spedire una lettera stavolta in busta chiusa Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, al solito indirizzo: S.A.T. - CASELLA POSTALE 22 - 10121 TORINOcon il seguente testo:
Spett. S.A.T. - CASELLA POSTALE 22 - 10121 TORINO
Il sottoscritto chiede la cessazione del Canone TV e chiede di far suggellare il televisore (N° di Ruolo .......................... ) a colori detenuto presso la propria abitazione. A tale scopo ha corrisposto l’importo di Euro 5,16 a mezzo vaglia postale n° ....................... del ....../......./20...... sul quale ha indicato il numero di ruolo dell’abbonamento. Dichiara altresì di non essere più in possesso del libretto di abbonamento e chiede a norma degli art. 2 e 8 della L. 241/1990 quale procedimento amministrativo intende seguire la S.A.T. ai fini del completamento di quanto disposto dall’art. 10 del R.D. n. 246 del 21/02/1938.
Cognome ........................................................... Nome...........................................................
Via ..................................................... Città ..................................................... CAP .............
Data .....................................
Firma .....................................
E' più facile di quel che può sembrare e vedrete che ben difficilmente verranno a sigillarvi il televisore.Se anche venissero non possono entrare senza mandato e se proprio siete buoni, fategli fare l'operazione fuori, in mezzo alla strada se necessario. In un secondo tempo la suggellazione ovviamente può essere tolta, previa richiesta scritta, e facendo ovviamente ripartire il canone. L'operazione di suggellazione prevista dalla legge è incredibile: personale della Guardia di Finanza dovrebbero venire (senza necessariamente entrare in casa) per racchiudere il famigerato apparecchio televisivo dentro un sacco di juta adeguatamente sigillato. Nella realtà dei fatti ciò non accade più, al nostro povero Stato conviene in ogni caso lasciare che i televisori restino nelle case ben accesi, per controllare per bene l'informazione dei suoi sudditi.
Non chiedete di sigillare i soli canali RAI ! Qualcuno in buona fede ha aggiunto questa frase nella cartolina D o tramite lettera, con risultato che la S.A.T. ha considerato NULLA la richiesta, procedendo con le richieste dei pagamenti + mora + interessi...Sappiamo bene che questa sarebbe come minimo una cosa sensata in democrazia, visto che nessuno ha chiesto alla RAI di emanare le sue onde nelle nostre abitazioni. Purtroppo per la legge basta il solo possesso o la detenzione di un televisore qualsiasi, (anche se nella vostra zona la RAI non si ricevesse, anche se il televisore fosse guasto !) per far scaturire l'obbligo del canone imposto, fino ad arrivare al pignoramento.
LA RAI AMMETTE: 253.426 LE DISDETTE NEL 1997 !
La campagna anti-RAI sta avendo i suoi effetti: per la prima volta in 43 anni, il saldo nuovi abbonati-disdette è stato nel 1997 NEGATIVO per una perdita totale di 45.000 "abbonati", causata da ben 253.426 disdette al canone e pervenute guarda un po'... quasi tutte dalla Padania!Meditiamo, e divulghiamo per difendere il nostro diritto all'informazione !
IN BREVE
Come disdire correttamente il canone Televisivo
1. Chi intende disdire, deve prima accertarsi di aver pagato per intero il canone dell’anno in corso e di non avere altre pendenze con IL S.A.T.. (Sportello Abbonamenti Tv, fino a due anni fa si chiamava Urar tv).
2. E’ necessario possedere il libretto di abbonamento, per cui, chi non lo ha, deve farne richiesta con raccomandata ricevuta di ritorno all’ente suddetto, specificando il nominativo del titolare richiedente, l’indirizzo e il numero di ruolo dell’abbonamento che troverete sui bollettini prestampati che. vi inviano a casa per il pagamento. (conservate una fotocopia della lettera che invierete al S.A.T.)
3. Versare 5,16 euro con vaglia postale (IMPORTANTE: IL VAGLIA NON E’ IL BOLLETTINO ORDINARIO), specificando nella causale del versamento “per disdetta canone numero di ruolo: scrivete il vostro numero di ruolo”. Beneficiario del versamento è il S.A.T., casella postale 22, 10121 TORINO. L'agenzia di pagamento è: TORINO VAGLIA E RISPARMI (non sempre il vaglia richiede questa specificazione).
4. Staccare dal libretto la cartolina “d” , (la “b” se il vostro libretto e’ recente) intitolata “denuncia di cessazione dell’abbonamento tv”.
Barrare la casella 2 che riporta la richiesta di suggellamento. Quindi compilare gli spazi in bianco riportando il numero del vaglia e la data del versamento.
Più sotto, trovate lo spazio per la data di spedizione della cartolina, riportatela e apponete la vostra firma.
Sul retro della cartolina riportare nome cognome e indirizzo del titolare che intende disdire. Correggete inoltre il vecchio indirizzo URAR TV in SAT.
Fate fotocopia della cartolina (davanti e dietro). L’originale della cartolina va spedito senza imbustare con raccomandata ricevuta ritorno all’indirizzo già stampato.
5.Quando riceverete la cartolina di ritorno, (comunque non aspettate oltre il 31 dicembre) spedite con raccomandata ricevuta ritorno il libretto di abbonamento, avendo cura di togliere le ricevute dei versamenti che avete corrisposto alla rai nel corso degli ultimi 10 anni.
Tutta la procedura va eseguita entro e non oltre il 31 dicembre dell’anno in corso.
Vi ricordo che l’indirizzo a cui dovete inoltrare le raccomandate e’:
1° ufficio entrate TorinoS.A.T Sportello Abbonamenti TvCasella postale 2210121 Torino
Per avere informazioni sulla disdetta del canone, chiama il seguente numero02/66 234 259il martedì e il giovedìdalle ore 14.00 alle ore 17.30

domenica 30 novembre 2008

CAI AIR FRANCE


AVEVA RAGIONE IL BUON PRODI:A SUO TEMPO ERA MEGLIO AIR FRANCE !
Nel mentre il ducetto di Arcore continua nel dilettarsi a fare vergognosamente l’improvvisato comico a tutto campo, anche in quello internazionale ,facendo puerile "cucù" alla Merkel, è stato interessante ascoltare gli ennesimi toni servili utilizzati dal Tg2,ove Augusto Fantozzi, nominato proprio dal ducetto di Arcore,commissario straordinario per Alitalia, in una intervista ammette: "Perdiamo due milioni al giorno, forse era meglio Air France". No, non ditemi che aveva ragione Prodi pure questa volta? Non ditemi che Prodi aveva visto giusto anche per quanto riguarda la delicata questione Alitalia? Non ditemi che il Berlusca ha utilizzato pure il problema "Alitalia" allo squallido scopo di elemosinare voti durante la scorsa campagna elettorale?Una cosa è ormai assodata,ossia che Romano Prodi verrà sicuramente rimpianto se non altro anche per la serietà al governo ed in campo internazionale, al contrario dell’attuale improcessabile premier P2ista ,soggetto assai pericoloso per il presente e prossimo futuro democratico di questo Paese,lo testimoniano i fatti inquietanti che quotidianamente evidenziano microscopicamente una succube classe dirigente al potere ,orchestrata alla mercè dell’indiscusso loro padrone e titolare della tessera massonica n.1816

DETASSAZIONE DEGLI STRAORDINARI.....ENNESIMA BUFALA


La proposta del Presidente Berlusconi tuttavia non è nuova: il 24 Maggio 2007, il senatore Luigi Maninetti (ala UDC, ex Casa delle Libertà) comunica il disegno di legge: “Disposizioni in materia di defiscalizzazione e decontribuzione dei redditi derivanti da lavoro straordinario”.
Nel comunicato del disegno di legge vengono indicati i motivi alla base di un’eventuale detassazione degli straordinari: “Il presente disegno di legge...ha l’obiettivo di favorire, tramite la defiscalizzazione e la decontribuzione dei redditi derivanti dal lavoro straordinario, la produttività del lavoro, la flessibilità organizzativa e, in generale, il rilancio della competitività dell’impresa italiana.” Oltre a favorire la produttività del lavoro, la flessibilità organizzativa e il rilancio della competitività dell’impresa, la detassazione degli straordinari rappresenterebbe, inoltre, “un importante strumento...per aumentare il potere d’acquisto delle retribuzioni”.
La detassazione degli straordinari sembrerebbe quindi essere la panacea di tutti i mali italiani. Tuttavia ciò non corrisponde a realtà. La detassazione degli straordinari potrebbe difficilmente risolvere il problema del calo della produzione industriale italiana degli ultimi anni: una visione di questo tipo si collega infatti ad un approccio economico antiquato che basa la competitività del sistema industriale sull’abbattimento dei costi, ed, in particolare, sull’abbattimento del costo del lavoro. Con la globalizzazione e l’emergere di paesi come la Cina e l’India sui mercati nazionali ed internazionali, l’abbattimento del costo del lavoro non può e non deve più essere considerato come una leva competitiva adottabile ed efficace dal sistema industriale di un paese come l’Italia. Pensare che la detassazione degli straordinari possa aiutare le imprese italiane ad essere più competitive è pura propaganda elettorale. I problemi strutturali del sistema industriale italiano potranno essere risolti puntando unicamente sulla qualità del prodotto e sull’innovazione tecnologica, elementi in cui esiste un potenziale enorme in Italia. Questo potenziale è stato solo marginalmente sostenuto dal passato governo Prodi (e soprattutto dalle riforme del Ministro Bersani).
La detassazione degli straordinari incentiva solo la quantità del lavoro e non la qualità del lavoro. Per motivi ovvi, le ore di straordinario costituiscono inoltre le ore con produttività marginale inferiore: dopo le otto ore giornaliere, le ore di straordinario sono quelle in cui il lavoratore è più stanco e quindi meno produttivo.
Un'altra falsità, tipicamente elettorale, è quella che la detassazione degli straordinari sia il metodo migliore per aumentare il potere di acquisto delle retribuzioni. Il problema tutto italiano delle retribuzioni da lavoro dipendente si basa infatti su un mancato aumento salariale (di base e non straordinario) subito dal lavoratore dipendente negli ultimi 10 anni, e dagli aumenti dei prezzi di alcuni beni primari, successivi all’introduzione dell’euro. Sarebbe meglio, a mio avviso, riportare i salari da lavoro dipendente ad un livello accettabile attraverso una reale ed efficace contrattazione a livello nazionale.
Come misura aggiuntiva, se proprio si vuole premiare la qualità e la competitività, la strada migliore sarebbe quella di introdurre un sistema salariale mobile verso l’alto (un salario minimo contrattuale rispettabile deve comunque essere garantito) che premi la qualità del lavoratore, le sue doti e le sue capacità tecniche. Un esempio potrebbe essere quello di spartire una quota dei dividendi delle imprese ai lavoratori più meritevoli. Un esempio di questo tipo non richiederebbe alcun costo per la collettività. Un costo enorme per la collettività è invece previsto per la detassazione degli straordinari: “Lo sforzo di detassazione annunciato da Berlusconi su straordinari e tredicesime si avvicina alla decina di miliardi, calcolando gli straordinari in modo molto prudente (partendo dalle 80 ore annue registrate nel settore metalmeccanico).” (vedi Il Sole 24 Ore, “Promesse Generose e coperture improvvisate” di Alberto Orioli, 15 Febbraio 2008).
Da ultimo sembra importante rilevare come, sebbene la detassazione degli straordinari possa essere un metodo efficace per regolarizzare il lavoro straordinario in nero, una politica di questo tipo potrebbe in realtà disincentivare le assunzioni di nuovi lavoratori, diventando quindi un disincentivo occupazionale: se, ad esempio, in un’impresa di 10-15 dipendenti, ognuno decidesse di effettuare mediamente un’ora giornaliera in più di straordinario, e se questo avvenisse con un sistema di detassazione degli straordinari, l’impresa non avrebbe alcun incentivo ad assumere un nuovo dipendente (10-15 ore di lavoro straordinario al giorno corrispondono presumibilmente, da un punto di vista produttivo, a 8 ore di lavoro ordinario, con la differenza che le 10-15 ore di lavoro straordinario, con la detassazione, costerebbero molto meno delle corrispondenti 8 ore di lavoro ordinario e disincentiverebbero l’assunzione di un nuovo lavoratore). In tal caso non sarebbe forse meglio detassare le nuove assunzioni?!

mercoledì 5 novembre 2008

L'AMERICA VOLTA PAGINA CON OBAMA PRESIDENTE

L'America ha scelto Barack Obama, un giovane di 47 anni, afroamericano, sconosciuto fino a 4 anni fa, per guidarla lungo una nuova strada in un periodo fra i piu' difficili della sua storia.
"Buonasera Chicago! Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza. E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.
Noi siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America."

domenica 19 ottobre 2008

IL FASCIO LITTORIO DERIVA DA...


Il più antico fascio littorio fu rinvenuto presso Vetulonia e risale, molto probabilmente, al secolo VIII-VII; si tratta quindi di un ritrovamento di epoca preromana. La sua struttura (scure bipenne inserita tra dodici verghe) e la sua composizione (ferro) rivelano stretti legami esistenti fra le tradizioni nordiche e chi fu l'artefice di tale sacro oggetto. La scure bipenne, in stretta connessione col significato del culto di Janus, dio romano delle origini, è uno dei simboli più antichi della sovranità regale.La dualità simmetrica dei due tagli rappresenta l'integrazione creatrice delle polarità opposte. Tale incontro avviene in un punto dell'asse che è il centro immobile, il punto di passaggio tra futuro e passato, il terzo volto di Janus, il sacro che genera. I tagli dell'ascia rappresentano esattamente "il simbolismo del fulmine", espresso dalle tradizioni nordiche con le rune e la cui composizione forniva lo schema rappresentativo con cui si indicava il sacro Mjölnir, il martello del dio Thor. La folgore ha significato simbolico doppio: da una parte illumina, squarcia le tenebre, dall'altro distrugge, incendia. Poiché spesso, nell'antichità, l'uso della folgore era prerogativa del dio supremo, questa è considerabile come verità che può essere intuita in forma istantanea solo da chi è capace di resistere alla prova del fuoco incenerendo tutto quello che di sé è mortale, raggiungendo, così, una condizione di supervita. Il tracciato stesso della saetta spiega questo processo: una prima fase rappresenta la discesa del fuoco divino sulla terra, la seconda fase è la trasmutazione che fa dell'uomo che ha saputo intuire l'insegnamento un essere simile ad un dio, la terza fase è ancora una discesa, un ritorno di colui che, libero dai vincoli corporei, torna alla terra per riaprire il ciclo. Secondo alcune tradizioni la destra è l'attributo divino della misericordia, la sinistra è la giustizia. Presso gli arabi tali attributi sono la maestà (volto maschile) e la bellezza (volto femminile). Ma presso gli indù la misericordia è prerogativa dei sacerdoti (Brahamana) che possiedono la chiave dei misteri, mentre la giustizia è un guerriero (Kshatrya) che ha diritto di vita e di morte sui sudditi: diritto che egli esercita per mezzo della verga ( lo scettro del potere). Ecco allora che via contemplativa (sacerdotale) e via attiva (guerriera) si fondono nel centro dal quale traggono la ragione stessa della loro esistenza (l'asse tradizionale, la corona regale segno del potere unico e totale). Le dodici verghe che "incoronano" la scure bipenne sono il ciclo zodiacale con la sua metà ascendente e discendente, aventi origine e fine nei solstizi d'inverno e d'estate, sono rappresentazione dell'universalità totale ed infinita dell'azione radiante della tradizione.I segni zodiacali sono ad un tempo i gradi della potenza e della conoscenza che va dall'inqualificazione originaria, dalla notte che precede il giorno (solstizio d'inverno, colore nero), attraverso il soffio creatore della luce (equinozio di primavera, colore bianco), fino all'acme espansivo del mezzogiorno in cui la luce tutto pervade.


Il fascismo creò dei punti di contatto tra l'antica Roma e il regime di Mussolini. La potenza, la forza, i trionfi della Roma imperiale vennero interpretati come degni anticipatori della gloria e della potenza fascista, infatti il fascismo si propose come il naturale discendente della Roma antica. Mussolini infatti si faceva chiamare Duce, che nell'antica Roma era il generale, il capo militare valoroso e trionfante in battaglia amato ed apprezzato dai soldati che lo seguivano ubbidienti. Mussolini infatti veniva descritto dalla propaganda con le stesse qualità dei generali romani e quando i fascisti si incontravano si salutavano alzando il braccio destro in alto, nello stesso modo in cui i soldati salutavano i loro capi nell'antica Roma. Il Fascio littorio era il simbolo del fascismo e deriva anch'esso dalla Roma antica ed allora era simbolo di autorità: era infatti il simbolo del potere dei magistrati e fu introdotto dagli etruschi durante la tarda monarchia; in realtà il fascio era un simbolo tradizionale ariano, derivato dal simbolo del martello di Tohr, il dio del tuono nella mitologia nordica e diffusa solo successivamente anche dagli etruschi nella forma in cui lo si conosce.Il fascio è costituito da un insieme di verghe di olmo o di betulle legate tra di loro con dei nastri rossi, che rappresentava il potere dei consoli(cioè i magistrati più importanti presso l'antica Roma) di punire con le verghe e di esercitare lo "ius necis" cioè il diritto di dare la morte ai rei ;lateralmente o superiormente alle verghe, veniva inserita una scure che in età repubblicana veniva tolta quando si era all'interno della città; il fascio veniva portato durante le feste pubbliche dai littori, degli ufficiali che scortavano le maggiori autorità romane ed è per questo motivo che si chiama littorio, il fascio veniva ornato di alloro in occasione dei trionfi e portato invece rovesciato durante i lutti gravi. Il numero dei fasci littori che precedeva il magistrato ne indicava il grado: più erano numerosi e più alto era il grado del magistrato stesso: i re e i magistrati ne disponevano dodici, da Diocleziano in poi divennero ventiquattro, i Magistrati Equituum e i Magistrati di Rango Pretorio venivano preceduti da sei Fasci Littori, i Questori da cinque e dai 42a.C. in poi, ne vennero dotate anche le Vestali e le vedove imperiali. Il Magistrati inferire inchinava i propri Fasci davanti al superiore(fasces subissi).Ispirandosi alla tradizione romana, il Fascio simboleggia sia l'unità del popolo, sia l'autorità posseduta dal popolo stesso e in epoca moderna, divenne il simbolo di numerosi movimenti politici. Il fascio fu adottato come emblema politico dei rivoluzionari francesi per simboleggiare il nuovo potere repubblicano: allora la scure fu sostituita da un'alabarda, e il fascio fu sormontato da un berretto frigio. Durante il Risorgimento, molte società segrete, specie d'ispirazione massonica, si ispirarono al fascio littorio che era sempre stato considerato un emblema di unità e libertà. Nella seconda metà dell'ottocento e fino alla prima guerra mondiale, il fascio littorio contin8uò ad essere impiegato dalle forze di sinistra, come i Fasci dei Lavoratori, organizzazioni proletarie di contadini siciliani, Fasci di Azione Rivoluzionaria ecc.Con la costituzione di un Fascio Parlamentare di Difesa Nazionale, dopo la disfatta di Caporetto, il termine Fascio cominciò ad essere legato alla necessità di un unione nazionale al di sopra degli interessi dei partiti. Come tale, ma accompagnato da rivendicazioni rivoluzionarie, l'emblema romano venne accolto da B. Mussolini, divenendo il simbolo dei Fasci di Combattimento, e in seguito del Partito Nazionale Fascista; infatti Mussolini fondò i Fasci di combattimento e chiamò "il Fascio" il suo giornale; in quell'anno ebbe pochi voti alle elezioni e successivamente il nome da Fascio divenne Fascismo, anche se in principio Mussolini aveva scelto il nome Fascio in ricordo delle sue origini rivoluzionarie, lo utilizzò largamente come simbolo della grandezza romana ed imperiale a tal punto che il Fascio Littorio divenne il simbolo ufficiale del P.N.F. Anche la parola "Littorio" venne molto usata nel periodo fascista, tanto è che il littorio era diventato sinonimo di fascista, ad esempio la gioventù fascista era anche chiamata "la Gioventù del Littorio". Lo stile Littorio fu detto lo stile architettonico fascista; Littoria (oggi Latina) fu chiamata "la città capoluogo", costruita nella zona bonificata delle Paludi Pontine; Littorali erano anche le gare culturali, artistiche e sportive per gli universitari e littori erano i relativi vincitori. Insomma, il Fascio Littorio influenzò per decine di anni la vita degli italiani del XIX secolo attraverso la propaganda di Mussolini.

LA SVASTICA DERIVA DA....


La “SVASTICA”, che dal sanscrito significa “apportatore di salute”, è semplicemente una croce uncinata. Essa consiste in una croce a bracci di eguale lunghezza, che presentano un prolungamento ripiegato, ad angolo retto.

La Svastica e i Popoli


La svastica è un simbolo universalmente conosciuto e molto antico, se ne trova traccia in Asia, in Mongolia, in India e anche nell’America centrale.In effetti la svastica fa la sua comparsa in molte culture dell’antico e del nuovo mondo, la conoscevano i Celti, gli antichi Greci, gli Etruschi, gli Egizi, i Mesopotami e gli Aztechi.Presso l’Elam (nel periodo preistorico), Babilonia e nella valle dell’Indo per la cultura preariana di Mohenjo-dara (2000 a.C.), la croce uncinata era vista come simbolo religioso e come portafortuna circondato da un immensa aura magica.In India, per esempio, veniva unito il significato religioso al simbolismo astronomico: con gli uncini orientati a destra emblema del Sole, mentre di ira funesta nel senso opposto.In Medio Oriente, a Micene e in Grecia furono scoperte svastiche su statue di donne, e attorno ad Artemide, signora della vita, così da far pensare ad un significato di fertilità e vita . I bracci della croce rivolti verso l’interno alludono a una direzione di movimento in senso rotatorio. Per la sua forma a ruota può suggerire l’idea del ritorno delle stagioni che compongono l’anno solare. Inoltre può ruotare verso sinistra o verso destra a seconda dei ripiegamenti dei suoi uncini.Nell’ remota Cina, wan-tsu, è vista come simbolo del quadruplice orientamento che segue i punti cardinali.Dal 700 d.C. in poi assunse il significato del numero diecimila e dunque dell’ infinito.Nell’area indobuddista la svastica venne considerata come un sigillo e la si ritrova spesso impressa sul cuore di Buddha, anche in Tibet del resto ha valore di portafortuna e talismano.Nella religione indiana del Gianismo i quattro bracci di questa croce rappresentano i piani dell’esistenza: mondo degli dei, mondo dell’uomo, mondo animale, mondo infero.La svastica viene denominata anche come “CRUX GAMMATA” in quanto i suoi uncini ricordano la quadruplicazione della lettera G (gamma) dell’alfabeto greco.Nell’area meridionale i “ganci” sono occasionalmente rivolti verso l’interno o spezzati; in quella germanica invece il martello di Thor e raffigurato sotto la forma di croce gammata.La svastica, se pur con più difficoltà , si rintraccia anche nella culture dell’America precolombiana.Tutt’oggi non è possibile affermare con certezza dove, e per opera di quale popolo, sia comparsa la svastica per la prima volta.Alcune ipotesi la fanno risalire ai Babilonesi, altre collocano la sua nascita ancor prima.Quello che appare certo è che la croce gammata non fu mai tanto famosa quanto lo fu come stemma politico.



La Svastica come stemma politico


La sua importanza va ricondotta all’esaltazione romantica del germanesimo che fece la sua comparsa a cavallo fra i due secoli. Prima, nel 1910, venne adottata come segno d’arianità da vari gruppi antisemiti.Poi la “croce uncinata” destrogira apparve nel 1919 come simbolo araldico della Thule-Geselschaft e, secondo il barone Glauer Von Sebottendorff (fondatore della Thule), indicava il percorso ascendente del sole dal solstizio d’inverno a quello d’estate.Nel 1919 Friederich Krohn, appartenente alla Thule, aveva proposto una croce gammata sinistrogira ma l’idea non riscosse successo.Alla fine la svastica fu adottata da Hitler come simbolo, prima del partito nazionalsocialista, e in seguito, dal 1933 al 1945, posta al di sotto dell’aquila imperiale divenne l’emblema del Terzo Reich.La svastica con i bracci rivolti a sinistra è dovuta all’erronea convinzione dell’origine indoeuropea e ariana del simbolo.



La Svastica di Hitler


Hitler scelse la svastica come simbolo, prima del partito nazionalsocialista e poi del terzo reich, perché era a conoscenza delle sua antiche origini ed era affascinato dall’alone di mistero e dall’aura magica che lo circondavano.Probabilmente Hitler conobbe per la prima volta l’antico simbolo quando era ancora un bambino e viveva in Austria. Nel piccolo borgo di Lambach, dove Hitler visse, erano stampate delle croci uncinate presso i portali del monastero; e la croce gammata ritornava anche nello stemma personale dell’abate Hang.La prolungata visione della svastica avuta da piccolo non fu certamente l’unico motivo che spinse Hitler ad adottarla come emblema della “Nazione”.
Il dittatore era uno studioso ed aveva conoscenze esoteriche, queste lo conducevano a credere che gli Ariani fossero superiori in quanto semidei, e a pensare che il suo popolo doveva a tutti i costi riguadagnare la sua superiorità perduta. Le sue idee lo conducevano inoltre a vedere negli ebrei dei nemici in quanto popolo che non utilizzavano la svastica, che era eredità degli Arii che ne avevano diffuso il culto ovunque.«La svastica era il Sole e gli ebrei erano devoti alla luna, dunque nemici del simbolo e degli Ariani».L’esoterismo fu studiato da Hitler con l’intento di sviluppare una società “mistico-politica”;un esempio di queste attenzioni lo si può avere osservando i colori ufficiali del vessillo nazista, il nero, il rosso ed il bianco, colori sacri all’alchimia.Ma tutto il nazionalsocialismo fu legato alla mistica esoterica, il grande uso dei simboli, con la svastica come emblema principale, ne è la conferma.Come ci dice lo stesso Hitler, la svastica, fin dalla presentazione al popolo germanico, riscosse un grandissimo successo. La bandiera con la croce uncinata fece il suo debutto nel 1920 e fu subito l’orgoglio del dittatore e dei suoi collaboratori.La svastica in breve tempo ascese ai campanili delle cattedrali tedesche, e si schierò ai lati degli altari; sempre più velocemente si incise nel cuore di un popolo, divenendo il simbolo delle sue vittorie e delle sue sconfitte.

TRIBUTO AI GRANDI MAESTRI ATEI

Una modesta raccolta di perle di saggezza di grandi filosofi e pensatori senzadio. Questo filmato non vuole sintetizzare in nessun modo l'ateosofia e l'immensità del pensiero miscredente. Per esprimere esaurientemente le molteplici sfaccettature della cultura (o per meglio dire della alterità culturale) atea non basterebbero migliaia di libri (infatti sull'argomento sono stati scritti molte migliaia di libri). Questo filmato vuole solo essere un tributo ai gradi uomini che hanno fatto ciò che è giusto e morale senza richiedere una ricompensa ultraterrena né prostituendosi alla volontà di un Dio. Forza della ragione. E si ricordi come praticamente tutti questi eroi siano stati perseguitati o martirizzati dai religiosi bigotti.Preciso che Voltaire non fu propriamente un ateo ma un deista, nondimeno fu uno dei padri della miscredenza.

LO SAPEVI CHE....

Il muscolo del cuore ha una forza tale da sparare il sangue a 10 metri di altezza.

Gli elefanti sono i soli animali che non possono saltare.

Statisticamente la gente ha più paura dei ragni che della morte

Tutti gli orsi polari sono mancini

I coccodrilli non possono tirare fuori la lingua

Lo scarafaggio vive senza testa per 9 giorni e muore solo perchè non può mangiare.

Il verso dell’anatra non produce eco e nessuno sa perchè

Ogni Re delle carte da gioco rappresenta un Re nella storiaFiori : Re Davide. Picche : Alessandro il Grande.Cuori : Carlomagno.Quadri : Giulio Cesare.

E’ impossibile starnutire tenendo gli occhi aperti.

Moltiplicando 111,111,111 x 111,111,111 = 12,345,678,987,654,321

In una statua equestre con soldato se il cavallo ha due zampe sollevate, significa che il soldato è morto in combattimento.Se il cavallo ha una zampa sollevata, il soldato è morto in seguito a ferite.Se il cavallo ha le 4 zampe posate il soldato è morto per cause naturali.

Le zanzare hanno i denti

Thomas Edison aveva paura del buio.

La parole cimitero deriva dal greco koimetirion che significa dormitorio

Nell’antica Inghilterra la gente non poteva fare sesso senza il consenso del Re.Quando volevano avere un figlio dovevano chiedere il, permesso alla monarchia Veniva quindi loro fornita una placca da appendere alla porta durante le loro relazioni sessuali.La placca diceva … "Fornication Under Consent of the King" (F.U.C.K.).Questa è l’origine della parola.

Quando gli emigranti inglesi sbarcarono in Australia, notarono un animale che saltava molto in alto e distante. Domandarono agli aborigeni, usando il linguaggio dei segni, chi fosse questo strano animale. Essi risposero ’’Kan Ghu Ru’’da cui la parola inglese kangaroo. Quel che in realtà gli aborigeni dissero fu: ‘Non ti capiamo’---> ‘’ Kan Ghu Ru’’.

E’ impossibile succhiarsi il gomito.

Durante le storiche guerre civili, quando le truppe ritornavano senza aver subito perdite, veniva esposto un cartello perchè tutti potessevo vedere "0 Killed". (zero morti)Da quì l’espressione "O.K." che significa va tutto bene.

RED BULL


Ho preso in parola l'appello: ho cercato altri studi su questa "pericolosa bibita". Grazie a Google ho trovato, per esempio, quella che sembra essere la versione originale, in spagnolo, dell'appello, nonché l'indagine e le analisi svolte dall'emittente canadese CBC e l'indagine antibufala di Snopes.com, che rivelano che l'appello risale al 2000 e che le sue accuse principali sono completamente fasulle.Per esempio, il "glucuronolactone" (che in italiano corretto si chiama glucuronolattone) è sì presente nella Red Bull, ma non è affatto una sostanza chimica pericolosa sviluppata dal Dipartimento della Difesa statunitense negli anni Sessanta del secolo scorso come allucinogeno per le proprie truppe in Vietnam. E' un carboidrato: un tipo di zucchero presente naturalmente nell'organismo umano e in alimenti come il grano e il vino rosso.Va detto che una lattina di Red Bull contiene 600 milligrammi di glucuronolattone, che si ritene sia 250 volte la dose normale giornaliera, ma come nota Snopes.com, né l'archivio del British Medical Journal né il sito della Food and Drug Administration, autorità che regola ogni sostanza presente negli alimenti e nei farmaci negli USA, riportano informazioni che possono suggerirne la pericolosità anche a questi dosaggi elevati (e di solito l'FDA ci va pesante).L'appello contiene addirittura un consiglio pericoloso: quello di dover effettuare un'attività fisica dopo aver bevuto Red Bull, pena l'"infarto fulminante". In realtà il contenuto di caffeina di Red Bull (pari a una tazzina di caffé, il triplo di quello di una lattina di Coca-Cola) e quello di zucchero (circa 5 cucchiaini per lattina da 250 ml) ne fanno una bevanda poco adatta in caso d'intensa attività fisica. Non solo Red Bull non reintegra nell'organismo le sostanze perdute durante l'esercizio fisico, come fanno invece le cosiddette "bevande sportive", ma contiene così tanta caffeina che può causare disidratazione, che a sua volta mette sotto sforzo il cuore.Il sito della Red Bull stesso, fra l'altro, consiglia nelle FAQ di bere la bibita "prima di attività atletiche impegnative" ma avvisa anche che "non è stata formulata per fornire reidratazione" e quindi invita "chi si impegna in un'attività sportiva di bere anche molta acqua durante esercizi intensi".L'appello afferma anche che Red Bull contiene imprecisati "componenti che fanno diluire il sangue", ma non dice quali, e non risulta che nessuno degli ingredienti della bibita abbia quest'effetto.Anche la notizia che Francia e Danimarca hanno bandito la bibita per via della combinazione dei suoi "componenti di vitamina" uniti al glucuronolattone è una mezza bufala: il divieto di commercializzazione esiste, ma per via di timori connessi al suo alto contenuto di caffeina e a dubbi sull'effetto della combinazione di caffeina, glucuronolattone e taurina: un altro ingrediente della Red Bull, che nonostante il nome non è estratta (come vuole una leggenda metropolitana) dai testicoli dei tori ma è prodotta sinteticamente ed è un ingrediente del latte artificiale per neonati.Questo non significa che si possa essere disinvolti nell'uso di queste bibite contenenti alte dosi di sostanze stimolanti: a parte l'ingestione di grandi quantità di zucchero (addio alla linea) se non si ricorre alla versione "sugar free" e di caffeina (disidratanti), l'eventuale abbinamento di bibite come Red Bull con alcolici può dare una falsa sensazione di sobrietà molto pericolosa, secondo uno studio condotto in Brasile dalla professoressa di psicologia Maria Lucia Souza-Formigoni dell'Università di San Paolo e citato dalla BBC. Chi è ubriaco e non si rende conto di esserlo rischia di mettersi alla guida o compiere altre azioni impegnative senza rendersi conto che le proprie capacità di reazione e valutazione sono alterate.Siamo insomma alle solite: l'appello gioca sulle nostre paure delle sostanze dai nomi misteriosi e sul mito della sadica disinvoltura con la quale le grandi aziende infilano veleni negli alimenti senza che le autorità se ne accorgano, e alla fine risulta addirittura controproducente, seminando disinformazione e sollevando un polverone che impedisce di discutere concretamente dei rischi connessi all'uso scriteriato di queste bibite.

giovedì 11 settembre 2008

TRATTO DA L'ESPRESSO

Le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per due decenni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari: uno sconvolgente racconto della devastazione di una regione. Venti anni di denaro facile che hanno consolidato il potere dei casalesi, diventati praticamente i monopolisti di questo business sporco e redditizio.Ferraro dell'Udeur? In ottimi rapporti con noi
"Nicola Ferraro prelevava anche i rifiuti speciali delle officine meccaniche. Anzi fingeva di prelevare i rifiuti ma in realtà faceva delle false certificazioni e venivano smaltiti illegalmente". È uno dei capitoli più scottanti delle rivelazioni di Domenico Bidognetti, cugino 'pentito' del padrino Francesco. Parla di Nicola Ferraro, leader casertano dell'Udeur molto legato a Clemente Mastella: è consigliere regionale e uomo chiave della maggioranza di Antonio Bassolino. Ferraro è stato arrestato nella retata che a gennaio azzerò il partito, ma ora viene chiamato in causa per frequentazioni più pericolose: "Era un imprenditore molto vicino al clan dei casalesi. Prima era più vicino alla famiglia Schiavone, poi deve essersi avvicinato a Antonio Iovine". Ossia al capo latitante più potente. Racconta Bidognetti: "Nel '98 chiesi anche la somma che proveniva dal Villaggio Coppola, ma il tramite mi disse che lì operava Nicola Ferraro con un'altra società, anche lui entrato nel giro dei rifiuti e poi nella politica". E ancora: "Rappresento di averlo contattato telefonicamente nella latitanza nel '98-99. Gli chiesi una tangente per la disinfestazione a Castel Volturno. Mi fece capire che aveva già pagato nelle mani di Antonio Iovine. Io parlai poi con Michele Zagaria, sempre al telefono, e lui mi confermò di aver ricevuto 50 milioni". Infine conclude: "A testimonianza dei buoni rapporti fra il Ferraro ed il clan, un anno fa Cicciariello (Francesco Schiavone, cugino omonimo di Sandokan) mi disse che voleva mandare a dire a Ferraro di intercedere presso il suo 'compare' ministro della Giustizia, per fare revocare, un po' per volta, i 41 bis applicati a noi casalesi. Non so dire se poi Cicciariello attuò questo proposito".

mercoledì 10 settembre 2008

NUCLEARE?NO GRAZIE!!

ECCO IL PERCHE'...GUARDA QUESTO VIDEO TREMENDO E CAPIRAI...X NON DIMENTICARE!!!!!

LE INTERCETTAZIONI

Orson Welles, con una trasmissione radiofonica, convinse in poche ore migliaia di americani del fatto che gli alieni avevano invaso il Texas.
Cosa pensate che possa capitare a un popolo bombardato per decenni da mass media, gestiti da un Pidduista,che istigano idiozia con reality show e intrattenimento da due soldi??

ASCOLTATE "IL BERLUSCONI INTERCETTATO"

AGGHIACCIANTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

BERLUSCONI - DELL'UTRI

DISGUSTOSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

BERLUSCONI SACCA'

martedì 9 settembre 2008

LO STATO LIBERO

Forse e' solo una grande illusione, forse il solo pensarlo rende più leggeri, forse è solo che penso troppo...ma...il vedere scritto che sono un uomo libero mi rende felice per qualche attimo.Sulla mia carta d'identità c'è scritto che sono libero...si lo sò che vuol dire solamente che non sono sposato(e ci sarebbe da dire anche su questo)però libero è una parola importante.Esseri liberi mica è una cosa così...La libertà è una cosa importanteprendendola alla leggera poi diventa una parola vuota ed insignificante come "democrazia".Una volta la democrazia era una chimera desiderata da tutti i popoli adesso è un prodotto comune che si esporta come la c... c...(bevanda gassata usata anche per svitare bulloni ossidati).La libertà di opinione per esempio...sono libero di avere le mie opinioni ma è nel frattempo che ho problemi.Per avere un opinione dovrei avere accesso ad una informazione corretta e poi elaborarla con la mia sensibilità.Per esempio prima di andare a votare dovrei conoscere tutti i canditati e sapere qualcosa della loro vita, quali sono le loro priorità, come intendono agire in determinate cose e così via...invece il sistema mi dice che ho diritto di votare per chi vogliono loro...e zitto!!Per fortuna che la libertà di pensiero non me la possono toccare e qualche vaffa mentale me lo posso concedere.