sabato 16 agosto 2008

CHI SONO I ROM?

Il termine rom (in lingua romaní "rrom") fa riferimento a una delle etnie della popolazione romaní (anche detta degli zingari) originaria dell'India del Nord (media valle del Gange, oggi Uttar Pradesh) che ha lasciato l'India all'inizio dell'undicesimo secolo per giungere in Asia Minore alla fine dello stesso secolo.I rom propriamente detti, si definiscono essi stessi rom e parlano la lingua romaní, diffusa soprattutto nell'Europa dell'Est e in America.Nel linguaggio comune vengono a volte erroneamente definiti "rumeni" o "slavi" a causa della cittadinanza di alcuni di loro e per l'assonanza dei nomi, ma in realtà non c'è alcuna connessione tra il termine "Rom" e il nome dello stato di Romania, il popolo di lingua neolatina dei rumeni o la lingua rumena, mentre gli slavi appartengono ad un ulteriore differente gruppo etnico e linguistico.Si stima che nel mondo ci siano tra i 12 e i 15 milioni di rom. Tuttavia il numero ufficiale di rom è incerto in molti paesi.Questo anche perché molti di loro rifiutano di farsi registrare come di etnia rom per paura di discriminazioni.In Italia si stima che siano 45.000 rom di antico insediamento, di questi circa l'80% è cittadino italiano, il restante 20%, è costituito da rom provenienti dai paesi dell'Est Europa.L'assenza di antichi documenti scritti ha comportato che per lungo tempo le origini e la storia dei rom fossero un enigma. Fino a che due secoli fa, gli antropologi ipotizzarono un'origine indiana sulla base di prove legate alla lingua parlata dai rom.
La maggioranza degli storici accetta la tesi dell'origine indiana, tuttavia qualcuno ipotizza che la lingua rom sia il frutto del contatto tra questi e mercanti indiani.Un altro indizio dell'origine indiana dei rom è la diffusione di cromosoma Y tipo H-M82 (presente nel 47.3% degli individui di sesso maschile rom), rarissimo al di fuori del subcontinente indiano. A questa caratteristica genetica si aggiunge anche la particolarità dei filamenti di DNA di tipo M contenuto nei mitocondri, tipico delle popolazioni indiane. Si pensa quindi che le popolazioni rom abbiano tendenzialmente una discendenza comune da un gruppo originario proveniente dall'India circa quaranta generazioni fa, successivamente frazionatosi.Si ritiene che il termine rom provenga dal sanscrito Dxomba (ड़ोमब) che designava gli artisti nell'India antica, in particolare indicava cantanti, ballerini, attori e percussionisti, che trasmettevano al popolo la saggezza indiana in un linguaggio più accessibile del sanscrito. Sotto le occupazioni moghol e soprattutto britannica la parola ha preso un senso peggiorativo che non aveva nell'India antica. Oggi, in Lingua romaní, rom significa uomo, marito e designa l'etnia stessa solamente presso i rom propriamente detti.
A volte vengono usati per indicare i rom anche altri nomi meno precisi poiché accomunano ai rom anche altre etnie, ad esempio in italiano zingari e gitani, in inglese gipsy, in spagnolo e in catalano gitanos, in portoghese cigano, in tedesco Zigeuner.
Del popolo orginario dell'India in realtà, i rom si distinguono da:
i kalé che hanno perduto l'uso della lingua rom, si definiscono kalé e vivono soprattutto in Spagna e in Sud America
i sinti (o sinte), tra i quali si possono distinguere i sinti piemontesi e lombardi, la cui lingua è largamente influenzata dall'italiano e dal piemontese, e i Sinti del Nord, la cui lingua è influenzata dal tedesco e dall'alsaziano. Essi si definiscono Sinti e sono chiamati manouches dai francesi.
All'interno del popolo rom vengono inoltre individuati dei sottogruppi sulla base di un criterio principalmente ergonimico (fatta sulla base del lavoro svolto):
Căldărari (o anche Kotlar(i) o Kalderash o Kalderásha) originari dei Balcani e migrati anche in Nord America e Europa Centrale, tradizionalmente dediti al mestiere del ramaio;
Lovára: allevatori e commercianti di cavalli (dall'ungherese ló = cavallo);
Churára o čurára: affilatori di coltelli (dal romaní čurín = coltello);
Machwáya, Boyásha e altri.
Ad ogni sottogruppo si fa seguire una ulteriore divisione per nazionalità (nátsija), quindi per discendenza (vítsa) prendendo il nome del capostipite, quindi per famiglia, per arrivare all'individuo.
La famiglia (padre, madre, figli) è la struttura base della comunità rom. Oltre essa si pone la famiglia estesa, che comprende i parenti con i quali vengono sovente mantenuti i rapporti di convivenza nello stesso gruppo, comunanza di interessi e di affari. Oltre alla famiglia estesa, presso i rom esiste la kumpánia, cioè l’insieme di più famiglie non necessariamente unite fra loro da legami di parentela, ma tutte appartenenti allo stesso gruppo ed allo stesso sottogruppo o a sottogruppi affini.
I rom non hanno una propria religione ma adottano la religione appartenente alle popolazioni locali fra cui vivono, perché considerano la religione come un elemento culturale che deve essere acquisito per realizzare una buona integrazione sociale. Nella tradizione rom il rispetto reciproco tra le persone e i gruppi, compresi i gruppi confessionali, è più importante che l'ideologia religiosa stessa.Nei Balcani la maggioranza dei rom è ortodossa, in Italia sono soprattutto cattolici, come in Spagna e in Sud America, ma ci sono sempre più rom evangelici.La lingua parlata dall'etnia rom è la lingua romaní. È una lingua indoeuropea che presenta forti analogie con i dialetti dell'India nord-occidentale come l'hindi, il sindi, il gujarathi, il marathi, il panjabi, il kafir.Durante l'olocausto i rom subirono persecuzioni pari a quelle degli ebrei. Nel 1935 la legge di Norimberga privò i rom della cittadinanza tedesca, dopo quella data essi furono oggetto di violenze, imprigionati in campi di concentramento e successivamente soggetti a genocidio nei campi di sterminio nazisti. Questa politica di sterminio fu attuata anche nei territori occupati dalla Germania durante la guerra e dai loro alleati e in particolare dalla Croazia, dalla Romania e dall'Ungheria.
Poiché non si conosce con accuratezza il numero di rom che al 1935 vivevano in quei territori, è difficile dire con precisione quante furono le vittime. Ian Hancock, direttore del Programma di studi Rom presso l'Università del Texas ad Austin, suggerisce una cifra che oscilla tra le 500 mila e il milione e mezzo di vittime, mentre un stima di 220/500 mila vittime è fatta da Sybil Milton, storico dell'"Holocaust Memorial Museum".
Nell'Europa centrale, nei protettorati di Boemia e Moravia, lo sterminio fu così accurato che portò alla completa scomparsa della lingua rom-boema.Dopo la seconda guerra mondiale ha preso forma un movimento che è arrivato in occasione del primo congresso nel 1971 a Londra alla creazione dell'Unione Internazionale dei Rom. Questa Unione mira al riconoscimento di un'identità e di un patrimonio culturale e linguistico nazionale senza stato né territorio, cioè presente in tutti i paesi europei.
In Italia, con compiti di mediazione culturale, è attiva l'associazione, eretta in ente morale, denominata "Opera Nomadi".

venerdì 15 agosto 2008

STIPENDIO DA POLITICO

MANDIAMOLI A LAVORARE 'sti PEZZI DI M....!!!



Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese (ma và?!) Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultarenei verbali ufficiali.


STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE.


STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese


PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare) RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese


INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)

TUTTI ESENTASSE PIU'

TELEFONO CELLULARE gratis



  • TESSERA DEL CINEMA gratis




  • TESSERA TEATRO gratis




  • TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis




  • FRANCOBOLLI gratis




  • VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis




  • CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis




  • PISCINE E PALESTRE gratis




  • FS gratis




  • AEREO DI STATO gratis




  • AMBASCIATE gratis




  • CLINICHE gratis




  • ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis




  • ASSICURAZIONE MORTE gratis




  • AUTO BLU CON AUTISTA gratis




  • RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)


  • Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)



    La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! Fai circolare queste notizie..... queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani......

    IL PREMIER

    Ecco il VOSTRO nuovo premier...perchè il mio di certo non lo è...














    Il mio paese, la mia Italia, non può avere un PREGIUDICATO come capo del governo!!


    Accusato di:


    -corruzione sul lodo Mondadori;


    -Caso All Iberian: 1,23 miliardi di lire in tangenti al PSI di Craxi;


    -Caso Lentini: falso in bilancio;


    -Caso All Iberian 2: assolto poichè il reato non fu più previsto dalla legge in seguito alle riforme del secondo governo Berlusconi;


    -Consolidato Finivest;


    -Spartizione pubblicitaria Rai - Finivest;


    -Traffico di droga


    -Falso in bilancio, FRODE fiscale, appropriazione indebita sui DIRITTI TELEVISIVI;


    -Mazzette a David Mills, CORRUZIONE GIUDIZIARIA;


    -Falsa testimonianza sul caso P2;


    -Indagato come MANDANTE insieme a Dell'Utri delle stragi del 1992/1993 contro Maurizio Costanzo, PAOLO BORSELLINO e GIOVANNI FALCONE;


    -Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo;


    Il mio paese non può essere governato da un uomo che possiede:

    -Medusa Cinema


    -Mediaset


    -AC Milan


    -Mediolanum Banca


    -Mondadori


    -Blockbuster


    -il quotidiano 'Libero'


    -il quotidiano 'Il Giornale


    Non può un premier controllare le fonti d'informazione NAZIONALI!Non può un premier, attraverso le leggi AD PERSONAM, evitare un processo giudiziario ed ARRICCHIRSI.Non può un premier essere associato ad un partito INDEGNO chiamato LEGA NORD, il quale considera i concittadini del Sud come FECCIA, e che in un' altra nazione d'Europa verrebbe immediatamente eliminato (dato che Si fonda su principi fascio-razzisti!).


    PURTROPPO ATTUALMENTE LA MAGGIOR PARTE DELL'ITALIA E' RIDOTTA IN QUESTO STATO, CON MIGLIAIA DI FAN SEGUACI DEL "BERLUSCA".......................
    TANTE PERSONE L' HANNO VOTATO PUR SAPENDO DELLE SUE VICISSITUDINI MA TANTE ALTRE QUESTE INFORMAZIONI SU SILVIO NON LE AVEVANO MAI SENTITE(SAPETE COM' E' I TG SONO MOLTO IMPEGNATI CON "GUSTO" E CON IL GOSSIP X RACCONTARE QUESTE NOTIZIOLE AGLI ITALIANI)

    POESIE DEL CHE





    Ernesto Che Guevara


    Vecchia Maria, stai per morire,voglio dirti qualcosa di serio:la tua vita è stata un rosario completo di agonie.Non hai avuto amore d'uomo, salute e denaro,soltanto la fame da dividere con i tuoi;Voglio parlare della tua speranza,delle tre diverse speranze costituite da tua figlia senza sapere come.Prendi questa mano d'uomo che sembra di bambino tra le tue levigate dal sapone giallo.strofina i tuoi calli duri e le pure nocche contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.Ascolta, nonna proletaria:credi nell'uomo che sta per arrivare credi nel futuro che non vedrai.Non pregare il dio inclemente che per tutta la vita ha deluso la tua speranza.E non chiederà clemenza alla morte per veder crescere le tue grigie carezze;i cieli sono sordi e sei dominata dal buio,su tutto avrai una rossa vendetta,lo giuro sull'esatta dimensione dei miei ideali tutti i tuoi nipoti vivranno l'aurora,muori in pace vecchia combattente.Stai per morire vecchia Maria,trenta progetti di sudario ti diranno addio con lo sguardo il giorno che te ne andrai.Stai per morire vecchia Maria rimarranno mute le pareti della sala quando la morte si unirà all'asma consumerà il tuo amore nella tua gola.Queste tre carezze fuse nel bronzo(l'unica luce che rischiara la tua notte)questi tre nipoti vestiti di fame,sogneranno le nocche delle tue vecchie dita in cui sempre trovavano un sorriso.Questo sarà tutto, vecchia Maria.La tua vita è stata un rosario di agonie,non hai avuto amore d'uomo, salute, allegria,soltanto la fame da dividere coi tuoi.E' stata triste la tua vita vecchia Maria.Quando l'annuncio dell'eterno riposo velerà di dolore le tue pupille,quando le tue mani di sguattera perpetua riceveranno l'ultima ingenua carezza,penserai a loro. . . e piangerai,povera vecchia Maria. No non lo fare !Non pregare il dio indolente che per tutta una vita ha deluso la tua speranza non domandare clemenza alla morte,la tua vita ha portato l'orribile vestito della fame ora, vestita di asma, volge alla fine.Ma voglio annunciarti,con la voce bassa e virile delle vendette,voglio giurarlo sull'esatta dimensione dei miei ideali.Prendi questa mano d'uomo che sembra di bambino tra le tue levigate dal sapone giallo.strofina i tuoi calli duri e le pure nocche contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.Riposa in pace vecchia Maria,riposa in pace vecchia combattente,i tuoi nipoti vivranno nell'aurora

    LO GIURO !



    Julio Cortázar


    Avevo un fratello.Non ci vedevamo mai, ma non aveva importanza.Avevo un fratello che stava in montagna mentre io dormivo.
    L'ho amato a modo mio,ho preso la sua voce libero come l'acqua, ho camminato a tratti vicino alla sua ombra.
    Non ci siamo visti mai ma non aveva importanza,il mio fratello ben sveglio mentre io dormivo.
    Un fratello che mi indicava dietro la notte la sua stella eletta.

    MA


    Luis Ragelio Nogueras

    Cadde MA non è definitivo[Si sentono passi di ritorno da dove è andato via]La morte l'ha voluto oscurare MA lui era altissimo e di pietra.L'hanno legato qui MA lui era lontano L'hanno legato lontano MA lui era qui L'hanno sepolto MA lui era una radice L'hanno murato MA lui era acqua ed è filtrato Lo volevano con nome e cognome MA lui è diventato nome di battesimo e con noi si è fuso Lo volevano coniugare MA era intransitivo L'hanno ucciso esausto L'hanno creduto vinto Lo volevano solo MA lui rinascerà fra poco tramutato in tutti Lo credono addormentato MA lui veglia le armi La sua vita è morta MA il Che ha vinto la morte.



    Carlos Puebla


    Vengo a portarti un messaggio del tuo popolo, che è il mio popolo:dice il popolo, Che Guevara,che è una menzogna che tu sia morto.La tua presenza forte e luminosa come una fulgida stella è ancora qui, e veglia e combatte,Comandante Che Guevara.
    Uomini come te non muoiono né alla storia né al tempo.Come potrebbero morire quegli uomini che sono eterni!
    La tua presenza forte e luminosa come una fulgida stella è ancora qui, e veglia e combatte,Comandante Che Guevara.
    Dice il popolo, Comandante,che ancora la voce d'acciaio del tuo fucile fiammeggiantesi ode in tutto il continente.
    La tua presenza forte e luminosa come una fulgida stella è ancora qui, e veglia e combatte, Comandante Che Guevara.
    Dice il popolo, Comandante, che ancora è saldo al suo posto il tuo leggendario cuore agguerrito e guerrigliero.
    La tua presenza forte e luminosa come una fulgida stella è ancora qui, e veglia e combatte,Comandante Che Guevara.
    Fosti più che un semplice uomo tu fosti luce ed esempio così vivrai in eterno nel cuore del popolo.



    Carlos Puebla


    Ti possono anche uccidere nella carne con un torrente di fuoco,però mai ti uccideranno nella parola e ancor meno nel pensiero.
    Si fermi un momento il canto,tacciano le chitarre in un omaggio di silenzio per Che Guevara... ...ricominci il canto.
    Può la tua carne umana soccombere all'acciaio ma l'acciaio, nemmeno lui,può resistere al tuo esempio.
    Si fermi un momento il canto,tacciano le parole per ascoltare il cuore di Che Guevara......ricominci il canto.
    Sei nato a Vallegrande benché dicano che tu sia morto,solo così nascono gli uomini solo per la Storia e il Tempo.
    Si fermi un momento il canto,il tempo asciugare una lacrima una lacrima di polvere da sparo per Che Guevara......ricominci il canto.



    Carlos Puebla


    Quando si parla di un valore stoico,di una vita giusta, profonda e perfetta,senza ricordare l'eroico guerrigliero,noi diremo il tuo nome: Che Guevara.
    Quando si parla di una luce creatrice,la cui forza immortale rischiara la notte,fino a portarle una nuova aurora,noi diremo il tuo nome: Che Guevara.
    Quando si parla di uomini risoluti,di chi sa uscire allo scoperto a difesa della miseria degli oppressi,noi diremo il tuo nome: Che Guevara.
    Quando si parla del dovere più profondo,della luce che è un simbolo e mai muore, di lotta per il pane per tutto il mondo,noi diremo il tuo nome: Che Guevara.
    Quando si parla del cuore più valoroso,della voce che più forte risuona,senza pronunciare il nome tanto amato,noi diremo il tuo nome: Che Guevara.


    SEMPRE CON TE COMANDANTE!
    Carlos Puebla
    Imparammo ad amarti dalla storica cima da dove il sole del tuo coraggio tenne la morte in iscacco.
    Qui indugia la chiara e pregnante trasparenza della tua amata presenza, Comandante Che Guevara.
    La tua mano gloriosa e forte spara dall'alto della storia quando tutta Santa Clara si desta per poterti vedere.
    Qui indugia la chiara e pregnante trasparenza della tua amata presenza,Comandante Che Guevara.
    Chi mandò la brezza col sole di questa primavera per piantare la bandiera con la luce del tuo sorriso?
    Qui indugia la chiara e pregnante trasparenza della tua amata presenza,Comandante Che Guevara.
    Il tuo amore rivoluzionario ti porta a nuove imprese, dove c'è bisogno della forza del tuo braccio liberatore.
    Qui indugia la chiara e pregnante trasparenza della tua amata presenza,Comandante Che Guevara.
    Marceremo, sempre avanti,ti seguiremo da vicino e con Fidel diciamo:Sempre con te, Comandante!

    L'ULTIMA LETTERA DEL CHE A FIDEL



    Fidel,in questa ora mi ricordo di molte cose, di quando ti ho conosciuto in casa di Maria Antonia, di quando mi hai proposto di venire, di tutta la tensione dei preparativi.Un giorno passarono a domandare chi si doveva avvisare in caso di morte, e la possibilità reale del fatto ci colpì tutti. Poi sapemmo che era proprio così, che in una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore, e molti compagni sono rimasti lungo il cammino verso la vittoria.Oggi tutto ha un tono meno drammatico, perché siamo più maturi, ma il fatto si ripete. Sento che ho compiuto la parte del mio dovere che mi legava alla rivoluzione cubana nel suo territorio e mi congedo da te, dai compagni, dal tuo popolo, che ormai è il mio.Faccio formale rinuncia ai miei incarichi nella direzione del partito, al mio posto di ministro, al mio grado di comandante, alla mia condizione di cubano. Niente di giuridico mi lega a Cuba; solo rapporti di altro tipo che non si possono spezzare come le nomine. Se faccio un bilancio della mia vita, credo di poter dire che ho lavorato con sufficiente rettitudine e abnegazione a consolidare la vittoria della rivoluzione.Il mio unico errore di una certa gravità è stato quello di non aver avuto fiducia in te fin dai primi momenti della Sierra Maestra e di non aver compreso con sufficiente rapidità le tue qualità di dirigente e di rivoluzionario.Ho vissuto giorni magnifici e al tuo fianco ho sentito l'orgoglio di appartenere al nostro popolo nei giorni luminosi e tristi della crisi dei Caraibi.Poche volte uno statista ha brillato di una luce più alta che in quei giorni; mi inorgoglisce anche il pensiero di averti seguito senza esitazioni, identificandomi con la tua maniera di pensare e di vedere e di valutare i pericoli e i princìpi.Altre sierras nel mondo reclamano il contributo delle mie modeste forze. Io posso fare quello che a te è negato per le responsabilità che hai alla testa di Cuba, ed è arrivata l'ora di separarci.Lo faccio con un misto di allegria e di dolore; lascio qui gli esseri che amo, e lascio un popolo che mi ha accettato come figlio; tutto ciò rinascerà nel mio spirito; sui nuovi campi di battaglia porterò la fede che mi hai inculcato, lo spirito rivoluzionario del mio popolo, la sensazione di compiere il più sacro dei doveri: lottare contro l'imperialismo dovunque esso sia; questo riconforta e guarisce in abbondanza di qualunque lacerazione.Ripeto ancora una volta che libero Cuba da qualsiasi responsabilità tranne da quella che emanerà dal suo esempio; se l'ora definitiva arriverà per me sotto un altro cielo, il mio ultimo pensiero sarà per questo popolo e in modo speciale per te; ti ringrazio per i tuoi insegnamenti e per il tuo esempio a cui cercherò di essere fedele fino alle ultime conseguenze delle mie azioni; mi sono sempre identificato con la politica estera della nostra rivoluzione e continuo a farlo; dovunque andrò sentirò la responsabilità di essere un rivoluzionario cubano e come tale agirò; non lascio a mia moglie e ai miei figli niente di materiale, ma questo non è per me ragione di pena: mi rallegro che sia così; non chiedo niente per loro perché lo stato gli darà il necessario per vivere e per educarsi.Avrei molte cose da dire a te e al nostro popolo, ma sento che le parole non sono necessarie e che non possono esprimere quello che io vorrei dire; non vale la pena di consumare altri fogli.Fino alla vittoria sempre. Patria o Morte!Ti abbraccio con grande fervore rivoluzionario.
    Che